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De passionibus mulierum curandarum

L'opera, nota anche come "Trotula Maior", è pervenuta ai nostri giorni grazie e manoscritti contenenti anche i trattati della "medichessa" salernitana. È la sua opera più importante, nonché un manuale di ostetricia, ginecologia e puericultura, il primo trattato sistematico di ginecologia attribuibile ad una donna, in cui i rimedi e le prescrizioni, talvolta molto semplici o semplicistici, riguardavano le malattie delle donne ed aspetti prettamente femminili come il ciclo mestruale, la gravidanza, il parto e relativi rischi e complicanze, i disturbi fisiologici, le malattie a carico dell'utero, l'isteria. Conteneva altresì consigli e suggerimenti per malesseri degli uomini, quali il vomito, le malattie cutanee e i morsi di serpente.  La trattazione risulta straordinaria anche perché, per la prima volta, un medico parla esplicitamente di argomenti sessuali, senza coinvolgervi nessun accento moralistico. Accanto all'elaborazione teorica delle esperienze, nel testo si trovano numerosi esempi pratici. Poiché inoltre Trotula conosceva gli insegnamenti di Ippocrate di Kos (460-377 a.C.) e di Claudio Galeno (129-200 d.C.), vi faceva riferimento nelle sue diagnosi e nei suoi trattamenti, rifacendosi ad una antica concezione della natura che legava le caratteristiche della persona all'intero cosmo. Nel XIII secolo le idee e i trattamenti di Trotula erano conosciuti in tutta l'Europa e facevano già parte della tradizione popolare. I suoi scritti vennero utilizzati fino al XVI secolo come testi classici presso le Scuole di medicina più rinomate. Il Trotula Maior, in particolare, venne trascritto più volte nel corso del tempo subendo numerose modificazioni, inoltre, come altri testi scritti da una donna, venne impropriamente attribuito ad autori di sesso maschile: ad un anonimo, al marito o ad un fantomatico medico "Trottus". La sua esistenza fu però recuperata, con gli studi di fine Ottocento, dagli storici italiani per i quali l'autorità di Trotula e l'autenticità delle Mulieres Salernitanae sono sempre state incontestabili.

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