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ultimo aggiornamento:

mercoledì 26 settembre 2007

 

ermes-news:

La scuola medica salernitana in auge sulla stampa grazie a due importanti pubblicazioni
su riviste internazionali del prof. Bifulco e del dr. Cavallo

 

Le proposte del prof. Bifulco per rilanciare la ricerca scientifica italiana dalle colonne del sole 24 ore

 

Nuove importanti evidenze dell'effetto antiproliferativo del Rimonabant sulle cellule del cancro della mammella

 

prossimi eventi:

Progetto FARMACEDUCA®

 

Azioni integrate Italia-Spagna

 

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Inviateci al recapito e-mail medicoonline@associazioneermes.it tutti i vosrti dubbi e quesiti di salute che saranno esaminati dal nostro staff di specialisti.

Le risposte saranno poi pubblicate nel rispetto della privacy dei mittenti.

 

Le risposte del dottore agli internauti:

Le domande/risposte del dr. Del Sorbo, il nostro dermatologo, sono ordinate in ordine temporale di ricevimento decrescente

 

 

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Salve Dottor Antonio Del Sorbo, ho 37 anni, carnagione chiara che si arrossa facilmente, inoltre, vivo qui in Calabria dove c’è il sole tutto l'anno. Anche se non mi espongo direttamente al sole, la pelle del mio viso "brucia" sempre. In questo momento il mio viso ha un aspetto terribile, oltre che ad avere venuzze e chiazze rosse è piena di macchie scure. Sono costretta ad usare grosse quantità di fondotinta al mattino e quando non posso usarlo, ho vergogna ad uscire di casa. Ho sempre usato solo delle creme idratanti e solo una volta una specifica "cremrose" (IDI) senza risultati visibili. Cosa posso usare di specifico al mattino e alla sera? Mi hanno parlato di trattamenti laser, ma mi creda ove vivo non esiste un centro estetico valido e poi sono efficaci? Le mie venuzze rosse scompariranno per sempre? Sono disperata aiutatemi facendomi il nome dei prodotti (spero accessibili) tenendo conto che non lavoro e sono mamma e quindi non possono nemmeno spendere grosse cifre. Grazie

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la Sua accurata descrizione mi fa subito pensare ad una rosacea (detta anche couperose). Tale inestetismo è caratterizzato dalla presenza di molti capillari (teleangectasie) sulla parte centrale del viso, che tendono a farLa arrossire anche in seguito ad un semplice lavaggio del viso con acqua e sapone. Le cause di questo problema sono di tipo genetico, nel senso che la maggiore sensibilità della Sua pelle nei confronti del vento e del sole è presente probabilmente in altri membri della Sua famiglia. La stessa cosa vale per la tendenza a sviluppare macchie di melanina. Entrambi i problemi sono purtroppo peggiorati dall’esposizione al sole (anche involontaria), anche se è proprio il bel sole di Calabria a fare della Sua regione una delle mete estive preferite dai turisti di tutto il mondo (me compreso). Il mio consiglio è quello di rivolgersi al Suo dermatologo di zona per valutare se nel Suo caso specifico, può valere o meno la pena di programmare un eventuale trattamento con laser o luce pulsata. Si tratta di terapie che andrebbero effettuate nei mesi freddi. Nel frattempo può utilizzare come crema base per il “trucco” una protezione solare di ultima generazione, che andrebbe messa ogni giorno come abitudine, estate/inverno, sole/pioggia, casa/giardino. La sera invece andrebbe utilizzato un prodotto vaso protettore del tipo di quello da Lei indicato. Oggi i prodotti per la couperose sono per la maggior parte buoni, ma sono purtroppo un po’ costosi perché riguardano il settore “estetico”. Lascio al collega dermatologo con cui effettuerà una visita accurata la possibilità di prescrivere dei prodotti specifici al Suo problema. Elencare dei nomi commerciali via internet senza aver prima visionato il problema sarebbe poco corretto nei Suoi confronti, poco professionale per la nostra categoria e soprattutto un dispendio di tempo e danaro. Il Suo dermatologo la potrà tranquillizzare sul fatto che nonostante non sia oggi possibile cancellare completamente la couperose, si riesce tuttavia con piccoli accorgimenti… a gestirla bene senza farla peggiorare con il trascorrere degli anni.  Cordiali saluti.

 

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Egr. Dott. Del Sorbo, vivo a Roma ed ho 33 anni. Il mio problema è che non mi cresce un filo di barba e volevo sapere se esiste una lozione o crema in grado di far crescere un minimo di peli della barba.

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Egr. utente, Le consiglio di effettuare una semplice ma accurata visita dermatologica per poter stabilire (es: tramite videodermatoscopio) se nelle zone glabre del viso ci sono o meno follicoli piliferi da poter eventualmente stimolare. Il collega che la visiterà in base alla diagnosi (es: ipotricosi costituzionale, alopecia areata, etc) potrà programmare con Lei il tipo di terapia più adatto. Non esistono purtroppo creme o lozioni uguali per tutti i casi ed è per questo che la terapia lascio che sia il collega che la visiterà su Roma a scegliere il farmaco più adatto a Lei. Cordiali saluti.

 

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Salve Dott. Del Sorbo, sono un ragazzo di 30 anni e negli ultimi tempi, a causa di un uso giornaliero e ripetuto del profilattico, ho notato un'irritazione al glande che mi provoca molto prurito (puntine bianche e rosse con anche un odore molto intenso). Io imputo tale irritazione proprio all'uso così frequente del profilattico, ed ho provato a lavare molto spesso la parte... ma senza nessun risultato dal punto di vista della riduzione del prurito...può darmi qualche consiglio? Ma se tale problema sia dovuto al profilattico, significa che sono allergico al lubrificante in esso contenuto oppure devo cambiare tipo di profilattico? Vi ringrazio per le cortesi risposte. Cordiali saluti.

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Salve. Il quadro clinico da Lei descritto (pustole più cattivo odore) può far pensare ad un’infezione dell’area genitale (es: balanopostite da candida, gonorrea, etc) ed è per questo che è indispensabile praticare quanto prima una visita specialistica presso il Suo dermatologo di zona. E’ preferibile consultare il collega evitando l’applicazione di farmaci nei giorni che precedono la visita, in modo tale da non alterare il quadro clinico e rendere possibile l’esecuzione di eventuali esami colturali (il cosiddetto tampone). Terapie praticate “alla cieca” cioè senza aver effettuato prima una visita medica fanno perdere solo tempo. Il collega Dermatologo in base ad una visita accurata Le spiegherà se la situazione in corso è di tipo infettivo e programmerà con Lei un percorso terapeutico rapido, efficace e soprattutto mirato al Suo problema. Cordiali saluti.

 

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Salve Dott. Antonio Del Sorbo, sono un ragazzo di 24 anni di Bologna ed ho un problema alle unghie dei piedi. E’ ormai da tempo che le unghie puzzano e hanno un colore strano, sembrano marcie... (gli alluci principalmente e quasi esclusivamente). Non so cosa fare e non so a chi devo chiedere.

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egr. utente da Bologna, la presenza di unghie degli alluci discromiche e maleodoranti, potrebbe essere attribuito ad un’onicomicosi (la cosiddetta infezione da fungo). Le consiglio però una visita presso il Dermatologo della Sua zona, per poter confermare o eventualmente escludere tale sospetto, soprattutto perché sono moltissime le patologie delle unghie che possono presentarsi con un quadro clinico simile a quello da Lei descritto (es: onicopatia psoriasica, lichen, onicodistrofia, etc). Il collega che la visiterà, avrà modo in pochi minuti di effettuare una diagnosi di certezza e di programmare una terapia specifica. Sconsiglio invece le terapie “fai da te” o comunque non basate su un’accurata visita medica. In bocca al lupo e cordiali saluti.

 

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Egr. Dott. Del Sorbo, La ringrazio anticipatamente per la disponibilità. Vorrei sottoporLe il mio problema che mi affligge ormai da 6 mesi. Dopo un rapporto occasionale protetto, il giorno seguente ho riscontrato un arrossamento dello scroto che nel corso del periodo accennato sopra non si è mai modificato. L'arrossamento non presenta ne desquamazioni e non ha mai presentato screpolature vescicole o brufoli. Mi sono rivolto ad un dermatologo il quale dopo attenta visita utilizzando un’apparecchiatura della quale non saprei indicare il nome ma che consentiva di visionare la pelle attraverso un pennino ingrandendola su uno schermo, mi ha escluso qualsiasi tipo di malattia venerea. Lo stesso è avvenuto da altri tre dermatologi. Dopo svariate terapie con creme cortisoniche, creme e polveri antimicotiche, crema per candidosi, antistaminici in crema e per via orale, detergenti intimi a pH acido, creme per dermatiti topiche e atopiche, il problema non si è risolto. Tutti mi hanno escluso una correlazione tra rapporto e infiammazione. Cosa devo fare anche perchè ho rilevato che usando le creme, la sensazione di bruciore e il rossore aumentava. La sensazione di bruciore si attenuava fino a sparire con il semplice uso di borotalco. Attendo con speranza un parere.

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sulla ricetta specialistica dei 4 dermatologi che l’hanno visitata, troverà ancor prima della terapia, il nome della diagnosi o quanto meno del sospetto diagnostico. La latenza di un solo giorno dal rapporto occasionale potrebbe essere troppo breve per arrivare a sospettare una malattia venerea, a patto che non ci siano stati in precedenza altri rapporti occasionali o con persone conosciute da poco. In quest’ultimo caso lo specialista dermatologo, al momento della visita, fa praticare al paziente un semplice screening per le malattie veneree, che consiste nell’effettuare un tampone ed alcuni semplici esami del sangue, tra cui la VDRL quantitativa, il TPHA, la VES, il test HIV, etc. A volte l’applicazione di troppi farmaci può confondere ulteriormente il quadro clinico e rendere più difficoltosa la diagnosi persino allo specialista più attento. Provi a contattare il Suo Dermatologo di fiducia dopo almeno 2 settimane dall’ultima applicazione di creme, per poter avere così una diagnosi più attendibile. Nel frattempo magari può utilizzare una semplice polvere all’ossido di zinco (es: fissan polvere) che non contenendo alcun tipo di farmaco, almeno non altera il quadro ai fini di una diagnosi più precisa. Se dopo 4 visite specialistiche accurate il problema è ancora irrisolto, sicuramente la soluzione non è da ricercare nelle cure online dettate per via telematica. Si affidi pertanto serenamente al Suo dermatologo di zona e con un po’ di pazienza vedrà che risolverà il problema. Cordiali saluti.

 

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Dott. Del Sorbo, ho 43 anni e da circa un anno mi sta accadendo una cosa strana: un pò più sotto degli occhi, poco sopra le guancie e giusto in mezzo all'unione delle sopracciglia, mi si screpola la pelle diventando rossa e secca, appena ci metto Tinset forte sparisce, ma è da circa un anno che non va via, cosa mi consiglia? Grazie!

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il quadro clinico da Lei descritto corrisponde molto probabilmente a quello che noi chiamiamo: “Dermatite seborroica”. La screpolatura da Lei descritta non sarebbe altro che un’infiammazione dovuta alla presenza eccessiva di sebo in alcune aree del viso, che migliora in estate con il sole e soprattutto l’acqua di mare. E’ importante pertanto attraverso una visita dermatologica accurata poter confermare o eventualmente escludere le numerose patologie cutanee che si possono manifestare con quadri simili (es: rosacea, lupus eritematoso, psoriasi, etc) e per poter programmare così una terapia mirata al Suo problema. Cordiali saluti.

 

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Gentile dott. Del Sorbo sono un ragazzo di 26 anni e da un anno circa mi è comparsa un piega sotto il piede sinistro identificabile come una piega del palmo della mano non è dura ed è lunga circa 6 cm il mio problema è il prurito che a volte mi costringe a togliere la scarpa per grattarmi. Ha qualche consiglio o suggerimento? La ringrazio anticipatamente e Le porgo i più cordiali saluti.

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il quadro clinico da Lei descritto è compatibile con un vasto gruppo di patologie cutanee caratterizzato da ispessimento dello strato corneo che vanno sotto il nome di  ipercheratosi plantari. Tale reazione aspecifica si può verificare in associazione a diverse patologie cutanee, come eczema, psoriasi, cheratodermia e persino infezione da dermatofiti (il cosiddetto piede d’atleta). Proprio per questo motivo è importante effettuare una visita presso il Suo dermatologo di zona, possibilmente senza aver applicato creme nei 7-10 giorni precedenti la visita. In base alle caratteristiche cliniche della lesione (es: miglioramento estivo, prurito notturno, etc) si potrà giungere ad una diagnosi e quindi ad una terapia mirata. Cordiali saluti.

 

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Salve Dott. Del Sorbo, ho 37 anni e da qualche tempo mi sono accorto di avere lo sperma di colore giallastro. All'inizio non ho fatto caso al problema, in quanto, ho letto che la consistenza giallastra dello sperma non necessariamente indica una patologia. Successivamente ho pensato che potrebbe trattarsi, invece, di qualcosa di più serio, magari di una infiammazione (infezione). Premetto che non avverto dolori di nessun genere e che la mia vita sessuale è normale. Pratico sport (body building). Di cosa può trattarsi. Nel caso di possibile patologia quale potrebbe essere? Quale la cura? Quali gli antibiotici? Esiste anche una dieta specifica? Grazie per i consigli che vorrete darmi.

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lo sperma appena eiaculato si presenta normalmente di colore lattescente e diviene fluido in circa 30-60 minuti dall'eiaculazione; un colore giallastro anziché lattescente giustifica una visita urologica con eventuale spermiogramma e spermiocoltura per escludere un'infezione o un'infiammazione. Infatti il colore giallastro può far pensare a un processo infiammatorio della prostata e delle vescicole seminali. Il collega urologo, attraverso un’accurata visita specialistica, potrà stabilire se si tratta di un fenomeno fisiologico oppure patologico (es: colorazione gialla data dalla presenza di leucociti che si addensano nello sperma in corso di processi infiammatori). Dal momento che spesso tali infiammazioni sono asintomatiche, Le consiglio di rivolgersi al Suo urologo di zona, piuttosto che basarsi unicamente sui consigli online, che sebbene utili in qualche caso, non possono e non devono mai sostituire la visita medica. Prenderebbe mai degli antibiotici per una diagnosi fatta via internet? Ritiene etico e soprattutto affidabile una diagnosi o terapia basata solo su una descrizione? Il messaggio che vogliamo offrire con questo servizio è quello di sensibilizzare il paziente a rivolgersi dal medico e non a sostituire il rapporto medico-paziente con terapie online prestampate. Sarebbe inutile, poco etico, poco professionale e soprattutto rischioso. Consulti pertanto serenamente il Suo medico di famiglia per farsi consigliare un urologo nella Sua zona, in modo da potersi togliere ogni dubbio. Cordiali saluti.

 

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Egr. Dott. Del Sorbo, vorrei sottoporre un problema che mi affligge ormai da sei mesi. Dopo un rapporto protetto due giorni dopo mi si è arrossato lo scroto con sensazione di bruciore. Tengo a precisare che non ho avuto alcuna desquamazione. Mi sono rivolto al dermatologo il quale mi ha escluso qualsiasi patologia venerea. Mi sono stati prescritti i seguenti medicinali anche perchè, anticipo, in seguito non passandomi mi sono rivolto ad altri due dermatologi senza aver attualmente risolto il problema. Ho utilizzato diversi medicinali tra cui ecoval, streptosil, elidel, daktarin, fargan, aderma, etc. Trovo sollievo con la pasta fissan o con il borotalco e ricordo che con quasi tutte le creme il bruciore e il rossore aumentano. A questo punto cosa devo fare? Ringraziando anticipatamente porgo distinti saluti.

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intanto è fondamentale aver escluso attraverso le visite specialistiche una patologia venerea. La pasta all’ossido di zinco ed il borotalco, offrono un beneficio (seppure solo temporaneo) perché rispetto alle “creme”, tendono a mantenere più “asciutto” il distretto cutaneo in questione, che è notoriamente umido. In questi casi può risultare utile l’applicazione di uno strato molto sottile di pasta all’ossido di zinco (anche la fissan che già sta utilizzando può andar bene) e spolverare sopra, subito dopo, una discreta quantità di polvere all’ossido di zinco che non contiene talco (es: fissan polvere). Chiaramente questo sistema “non farmacologico” può solo contribuire a migliorare il quadro, in attesa di una visita dermatologica. Probabilmente le numerose creme da Lei applicate: cortisone, antibiotico, immunomodulatore, antimicotico, antistaminico, idratante, possono nel tempo aver confuso il quadro clinico ed “ingannato” anche il più bravo dei colleghi. Prenoti serenamente un visita di controllo presso il Suo dermatologo di fiducia, utilizzando nel frattempo il suddetto rimedio (pasta + polvere) utilizzato dalle mamme per gli arrossamenti da pannolino del bambino. Oltre a mantenere l’ambiente asciutto, così facendo non alteriamo il quadro clinico, in quanto sia la pasta che la polvere non contengono farmaci. Ciò consentirà al collega che la visiterà di effettuare questa volta una diagnosi più precisa, in quanto il quadro clinico non sarà alterato dall’applicazione di farmaci vari e soltanto dopo di programmare una terapia specifica e non alla cieca. Cordiali saluti.

 

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Gent.mo dott. Del Sorbo, mi farà felice con un suggerimento riguardo il grave problema che da tempo mi assilla. Sono una donna di 50 anni, da bambina sono stata vittima di un incidente stradale che mi ha lasciato, come conseguenza, un piede che non è più un piede. I vari interventi di allora, nel tentativo di riportare le cose al loro posto, sono riusciti a darmi la possibilità di camminare con l'ausilio di scarpe ortopediche, ma la definizione che ancor oggi i medici dànno del mio caso è "Piede equino ritorto". Su di esso, in passato, sono state fatte delle plastiche (solo così le so definire) usando la cute recuperata dai miei glutei, ma da qualche anno esse hanno ceduto e mi ritrovo quindi con due ulcere molto larghe che vorrei riuscire a curare, malgrado il parere comune dei medici che mi consigliano di provvedere al più presto ad un’amputazione per la quale io non mi sento pronta. Le ulcere si presentano in modo diverso l'una dall'altra. La più vecchia era, fino a due mesi fa, larga circa come 2 euro, ad un tratto il bordo ha ceduto ed ora è il doppio, presenta un bordo arrossato e rigonfio, il tessuto all'interno è rosso vivo, spurga moltissimo ed è maleodorante. L'altra è larga circa 2 euro, con bordo piatto, appena rosa all'interno, e spurga meno. Sto curando con Gentalyn crema o Beta, a seconda dei periodi, a volte alterno con Connettivina garze, quando mi sembra necessario medico con Noruxol, ho provato anche con Vicopaste e unguento di Ossido di Zinco sul perimetro, ma non ottengo nulla. Chissà che lei non abbia la soluzione ai miei problemi! intanto la ringrazio caldamente per il suo tempo e le porgo i miei più cordiali saluti.

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egr. Signora, capisco il Suo sconforto dopo anni di sofferenze per il Suo problema al piede, ma davanti ad una situazione tanto importante, mi sembra un po’ azzardato cercare terapie veloci online, non basate su una visita specialistica, soprattutto per un problema così serio. Negli anni ha avuto modo di comprendere che nonostante visite effettuate da diversi specialisti, la situazione non è migliorata molto. Quanto potrebbe essere allora affidabile una diagnosi online? E soprattutto quanto rischiosa? Se i miei colleghi hanno addirittura preso in considerazione la possibilità di un’eventuale amputazione avranno avuto i loro buoni motivi ed hanno pensato sicuramente ad un quadro molto “importante”. Non sarà certamente la cremina “fai da te” a farLe risolvere tale problema, anzi il cortisone contenuto nelle creme da Lei indicate potrebbe, se utilizzato senza prescrizione medica, causare una sovrainfezione ed aggravare seriamente il quadro. La produzione di pus maleodorante potrebbe essere già un segno di sovrainfezione. Le consiglio pertanto di spegnere il PC e di rivolgersi al Suo medico di fiducia per valutare da vicino (visita + eventuali esami) l’urgenza del caso. Cordiali saluti.

 

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Gentile dott. Del Sorbo, sono una ragazza di Venezia e da 6-7 anni mi trovo ad affrontare un problema sulla pelle. Ogni volta che corro, cammino velocemente, che mi agito, ma anche quando nuoto o faccio una doccia mi compaiono macchie rosse (tipo orticaria o come pelle ustionata) molto fastidiose. A volte fanno prurito, a volte addirittura bruciano. Sono su tutto il corpo e in modo più forte sotto le ascelle e nelle parti più sensibili del corpo. Ho fatto tutte le prove allergologiche ma l'esito è stato negativo.  Vorrei un consiglio sugli esami da fare. Gentilmente ringrazio.

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il quadro clinico da Lei descritto corrisponde con molta probabilità ad un’orticaria cronica. In questi casi le classiche prove allergiche (rast, prick test, patch test, etc) non ci dicono molto, in quanto questa patologia non rientra tra le “allergie” tradizionali. Le orticarie fanno parte di un vasto gruppo di patologie, in cui la pelle sottoposta ad uno stimolo fisico comune (es: sforzo fisico, attrito dell’asciugamani dopo la doccia, etc) libera una quantità maggiore di un mediatore chimico chiamato: istamina. Gli antistaminici infatti sono le molecole maggiormente utilizzate dal dermatologo per la terapia. Attraverso un’accurata visita dermatologica, il collega potrà valutare l’utilità di effettuare i cosiddetti TEST ORTICARIA FISICA, una serie di test ambulatoriali che servono a “misurare” la sensibilità della Sua pelle all’attrito (prova del dermografismo), alla temperatura (prova da caldo e da freddo), all’esercizio fisico (test da sforzo), alla pressione (test del peso), etc. E’ importante pertanto rivolgersi al collega della Sua zona nella settimana in cui non ha effettuato terapie antistaminiche o cortisoniche in modo tale da non falsare l’esito di eventuali test ambulatoriali. Le orticarie guariscono nella maggior parte dei casi, ma spesso sono lunghe da debellare e prevedono l’uso di diversi farmaci da parte dello specialista dermatologo: (es: antistaminici di nuova generazione, farmaci antileucotreni, etc). Cordiali saluti.

 

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Gentile dottore, da qualche mese sulla parte destra del glande, mi è comparsa una macchia rossa che da un po' di tempo si sta ingrandendo
e ha quasi raggiunto la metà del glande stesso. Tale macchia non ha sempre la stessa intensità di rossore e a volte è un alone appena visibile. La pelle del glande in tale punto appare molto secca e spesso si desquama. Aggiungo che tale arrossamento è visibile anche nella parte sottostante il glande (sempre nelle parte destra) in cui nella pelle a volte si verificano delle crepe e dei taglietti senza fuori uscita di sangue comunque. Tale arrossamento non mi provoca alcun dolore o fastidio o disfunzione, solo raramente qualche leggerissimo fastidio o prurito o irritazione nel caso di rapporto sessuale (soprattutto della parte in cui si verificano i taglietti sotto al glande). Ho provato a lavare la zona con detergente a pH 4.5 (Dermogella) e applicando 2 volte al giorno il Pevaryl pomata, ma non è cambiato nulla, anzi la macchia sta progredendo. Ha qualche consiglio o suggerimento? La ringrazio anticipatamente e Le porgo i più cordiali saluti.

punto elenco

la situazione da Lei descritta andrebbe approfondita con una visita dermatologica in quanto il problema è presente già da un po’ di tempo. Purtroppo sulle mucose dei genitali maschili, quadri di desquamazione, rossore e prurito sono comuni a moltissime forme di balaniti, infettive e non. Il Pevaryl che Lei ha utilizzato è un ottimo farmaco in presenza di un’infezione da lieviti (es: Candida albicans) o di altri miceti. Ma i quadri clinici che si verificano con tale sintomatologia sono molto più vari e non necessariamente si deve trattare di un’infezione. La cosa migliore da fare è quella di non applicare il Pevaryl per almeno una settimana ed utilizzare solo il Suo detergente e programmare quanto prima una visita specialistica. Dopo una settimana dalla sospensione dell’antimicotico, il Suo dermatologo potrà, attraverso una visita accurata, giungere ad una diagnosi di certezza, non influenzata dall’applicazione di eventuali farmaci. Spesso si tratta di quadri infiammatori che risolvono in poco tempo, ma talora tali sintomi possono essere spie iniziali di situazioni a più lunga durata (es: psoriasi genitale, dermatite seborroica, lichen sclerosus, eczema, etc). Il collega di Padova attraverso la visita dermatologica potrà stabilire se esiste o meno un eventuale rischio infettivo e programmare con Lei un percorso terapeutico mirato al problema. Cordiali saluti.

 

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Egr. Dr. Antonio Del Sorbo, sono una ragazza di 19 anni e il mio ragazzo ne ha 24. Il problema non è il mio ma è del mio ragazzo e questo episodio risale a due settimane fa. Dopo che avevamo avuto un rapporto, col il passare dei giorni il mio ragazzo ha notato di avere una screpolatura al pene dalla parte di sotto. Gli da un pò fastidio, ma lui continuandosi a pulire con acqua e sapone non riesce a farlo passare. Abbiamo usato il profilattico e non so nemmeno se questo c’entri con il rapporto che abbiamo avuto. Non presenta arrossamento ma solo questa pelle secca che sul pene che tirando la pelle gli si rompe. Cosa si deve fare? Bisogna usare qualche pomata o passerà col tempo? La ringrazio per la sua disponibilità, spero di ricevere una sua risposta. Cordiali saluti.

punto elenco

La desquamazione della cute o delle mucose dei genitali esterni (riferita dai pazienti come pelle secca, fragile e screpolata) si verifica generalmente al termine di un processo infiammatorio. Negli uomini tale situazione si verifica spesso in seguito ad episodi di tipo irritativo (es: balanite traumatica), di tipo infettivo (es: balanite da Candida o altre malattie sessualmente trasmesse) o più raramente di tipo allergico (es: balanite allergica da contatto, balanite da farmaci, etc). Questo per farLe comprendere che qualsiasi processo infiammatorio presente in queste zone, prima di poter giungere alla guarigione passa per una fase (desquamativa) transitoria simile al quadro da Lei descritto. In questi casi è importante però poter stabilire le cause che hanno portato ad una simile situazione. Sulla zona interessata è importante evitare di applicare “farmaci fai da te” (es: creme al cortisone, creme antimicotiche, creme antibiotiche, etc) fino al momento della visita dermatologica, che consiglio quanto prima. In questo modo sarà possibile poter giungere ad una diagnosi di certezza e programmare una terapia mirata al problema. Attraverso una visita accurata ed eventuali esami presso il Suo dermatologo di zona (es: penoscopia, esame colturale candida, etc), sarà possibile in pochi minuti valutare o escludere un eventuale rischio infettivo (se esiste). In genere queste situazioni con la giusta terapia regrediscono nel giro di qualche settimana, ma è fondamentale poter prima giungere ad una diagnosi di certezza. Tentare terapie “alla cieca” senza aver prima consultato un medico ed individuato il problema non solo è inutile ma talora è dannoso. Cordiali saluti.

 

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Salve, sono una ragazza di 30 anni ed ho un problema alle unghie dei piedi, sono piccolissime e non crescono. Da premettere che nella mia famiglia siamo portatori sani di epidermolisi bollosa, ho fatto varie ricerche a riguardo e ho scoperto che questa malattia porta anche la caduta delle unghie. Ora le vorrei chiedere visto che comunque non credo che queste unghie mi cresceranno ed è anche difficile fare una ricostruzione dall’estetista, è possibile fare un intervento chirurgico applicando delle unghie finte? O comunque qualcosa del genere? Attendo vostre notizie. Grazie.

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Il quadro di onicodistrofia da Lei descritto è un problema abbastanza comune nelle donne e non solo nelle persone affette da epidermolisi bollosa. Tuttavia in alcune forme di questa patologia vi è un’aumentata incidenza. E’ importante pertanto un’accurata visita dermatologica per poter giungere ad una diagnosi di certezza e ad un’eventuale terapia mirata al problema. Per quanto riguarda la ricostruzione ungueale oggi esistono dei moderni sistemi di ricostruzione in gel con tip e french, in acrilico, in seta e in fibre di vetro, senza dover arrivare ad alcun intervento chirurgico. Può chiedere maggiori informazioni al Suo Dermatologo di zona, alla Sua estetista di fiducia o contattare direttamente i tantissimi centri di ricostruzione estetica professionale oggi presenti in Italia. Ne parli prima con il Suo dermatologo. Cordiali saluti.

 

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Buonasera dottori, Vi scrivo perchè da qualche settimana non riesco a dormire sonni tranquilli. Tre settimane fa ho avuto una relazione con un ragazzo, che poi ho scoperto essere malato di sifilide in fase di guarigione. Abbiamo avuto rapporti sessuali, e purtroppo in quanto non sono stato avvisato in tempo, non sono state utilizzate tutte le protezioni necessarie. Non appena ho scoperto del suo stato di malattia, di mia iniziativa, mi sono autopraticato un’iniezione intramuscolare di 2 milioni di unità di penicillina G (che dolore!!) in un' unica somministrazione e il giorno seguente, a scopo precauzionale e di mantenimento ho iniziato una terapia a base di bassado (doxiciclina) una cpr al giorno per 10 giorni. Nel frattempo mi sono fatto prescrivere i test ematici, ma non ho aspettato il periodo finestra di 6 settimane prima di avere altri rapporti sessuali. In pratica il mio timore è di essere infetto e di avere infettato la mia fidanzata. Sono un untore? Che probabilità ho di essere infetto e di avere infettato la mia fidanzata? Vi chiedo gentilmente un parere, so che dovrò aspettare il periodo finestra di 6 settimane, ma ho bisogno di qualche rassicurazione. Vi ringrazio Buonasera.

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Egr. utente, mi rendo conto di tutta la privacy che merita l’argomento in questione, ma praticare terapie “fai da te” in questi casi non è sempre utile. Se la persona in questione realmente è affetta da sifilide, il rischio di contagio (e di poter contagiare la Sua compagna) è probabile. Il mio consiglio è quello di rivolgervi entrambi ad un Medico Specialista in Dermatologia e Venereologia di vostra fiducia e spiegare il problema. Il collega vi farà fare un semplice screening mediante alcuni esami di laboratorio comuni (es: VDRL quantitativa, TPHA, VES, CIC, etc) adatti a valutare se l’infezione è stata trasmessa o meno. In questi casi, visto che si è trattato di un rapporto occasionale, si richiederà in maniera del tutto anonima anche il test HIV, in quanto la persona in questione potrebbe aver contratto in passato anche altre infezioni sessualmente trasmesse senza saperlo o senza averlo mai comunicato. Mi rendo conto delle difficoltà relazionali, ma sarebbe consigliabile che Lei possa trovare il modo più sereno di comunicare alla Sua compagna l’importanza di effettuare una visita specialistica “insieme”. Anche in caso di eventuale positività, Lei sa benissimo che oggi la sifilide, malattia un tempo terribile, oggi risolve senza particolari problemi, purché gestita da un medico e non come ha fatto Lei con terapie antibiotiche “fai da te”. La penicillina intramuscolo è quella che normalmente utilizziamo noi da protocollo, ma non è così che si risolvono queste cose… mi raccomando quindi… effettuate quanto prima una visita medica!!! Cordiali saluti.

 

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Buongiorno Dr. Del Sorbo, La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità. Sono una ragazza di quasi diciannove anni e le scrivo in merito a un problema di certo non grave, ma che è per me fonte di imbarazzo, in estate soprattutto. Ho la pelle molto sensibile e dalla fine della scorsa estate i peli della zona inguinale hanno iniziato a crescere rimanendo sotto la pelle. Alcuni col tempo uscivano in superficie, mentre gli altri facevano sorgere “brufoletti” o rimanevano semplicemente "incastrati" nella pelle, così da sembrare tanti punti di color scuro. Ho cercato di trovare causa e rimedio del problema, anche perchè i segni che rimangono sulla pelle si vedono molto in costume, ma non ho li trovati. Non può essere un problema determinato dall'uso del rasoio perchè NON ne faccio mai uso, preferendo a questo la ceretta che elimina anche lo strato di cellule morte superficiali. Mi è stato detto che potrebbe trattarsi di un fattore ormonale... Ho anche provato ad usare esfolianti, a risolvere il problema con l'uso di una pinzetta, ad applicare creme con una lieve percentuale di cortisone per cercare di attenuare i segnetti rossi... Tutto è stato inutile. Le chiedo per favore se saprebbe darmi dei consigli in merito perchè io non so proprio più cosa fare. Inoltre avrei una domanda che sicuramente le avranno posto un sacco di persone: la lampada solare fa bene alla pelle delle persone con problemi di acne perchè secca i brufoletti oppure è un errore da evitare in quanto fa uscire anche i comedoni che si trovano ancora sotto pelle? La ringrazio molto... Aspetto una risposta! Cordiali saluti.

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il quadro da Lei descritto è una situazione comune a tantissime persone e corrisponde molto probabilmente alla cosiddetta “follicolite”. Il follicolo del pelo (la cosiddetta radice o bulbo pilifero) dopo un’epilazione (rasoio, ceretta, crema depilatoria, pinzetta, etc) va incontro ad un processo infiammatorio acuto. Negli uomini di carnagione chiara ad esempio, notiamo tale fenomeno dopo la rasatura della barba (con rasoio elettrico o manuale), soprattutto nelle aree più delicate (es: al collo, in prossimità del cosiddetto pomo di Adamo). Nelle donne invece tale situazione è molto frequente nella regione inguinale, zona in cui il pelo è molto spesso e la pelle è molto delicata. Ciò purtroppo non dipende dal sistema di depilazione / epilazione utilizzato e quindi cambierebbe molto poco passando dalla ceretta alla crema o al rasoio. Se il follicolo si “infiamma”, l’unico modo per eliminare tale problema è quello di “distruggere” il follicolo. La situazione spesso migliora ricorrendo ai moderni sistemi di “epilazione” cosiddetta “duratura” praticata da molti dermatologi con una tecnica che utilizza laser o la luce pulsata intensa (IPL). Contatti il Suo dermatologo di zona per verificare se la Sua situazione è compatibile per tale trattamento, facendosi spiegare i costi, i benefici ed i rischi, se ce ne sono. Ad esempio, nelle persone con carnagione olivastra o molto scura,  tale trattamento ha una minore efficacia rispetto alle situazioni in cui il pelo è molto scuro e la pelle è chiara (situazione ideale per la foto depilazione con luce pulsata a 695 nm). Nel caso il collega, data la Sua situazione, dovesse confermare l’utilità di tale epilazione, Le spiegherà che il trattamento prevede diverse sedute a distanza di 2 mesi circa l’una dall’altra. La fotodepilazione non è un trattamento valido per tutti i casi, ma nei casi selezionati dal Dermatologo dà risultati soddisfacenti. La follicolite dipende quindi dal tipo di pelle e non dal metodo di depilazione né da eventuali squilibri ormonali. Per quanto riguarda le lampade invece, Le posso dire che fare 2-3 lampade “soft” all’anno non creano problemi, mentre l’uso irragionevole di esse può nel tempo far peggiorare l’acne (effetto rebound), invecchiare la pelle (aumento di rughe, capillari, macchie brune di melanina) ed aumentare l’incidenza di tumori cutanei (basalioma, spinalioma, melanoma). Particolare cautela alle lampade abbronzanti soprattutto nei periodi in cui si assumono farmaci (es: contraccettivi orali, antibiotici, farmaci antiacne in crema, etc) per il rischio elevato di reazioni fototossiche e fotoallergiche. Noi dermatologi non siamo contrari all’uso delle lampade… ma all’abuso. Poche ore dopo aver effettuato una lampada, le persone notano che i “brufoletti” migliorano, i “capillari” e le macchie scure del viso sembrano (ma solo apparentemente) ridursi ed ecco che la tintarella genera il desiderio di altra tintarella, entrando inconsapevolmente in una sorta di “schiavitù da lampade”. In queste situazioni estreme, l’abuso di lettini e docce solari può generare tutti quegli effetti negativi elencati sopra. Quindi come per tutte le cose… anche per la tintarella artificiale serve solo un minimo di buon senso. Anche in questo caso, il Suo dermatologo, in base al calcolo del Suo fototipo, all’eventuale assunzione di farmaci, potrà consigliarLe in maniera del tutto personalizzata, la frequenza e le modalità di esposizione al solarium. Personalmente ritengo che le lampade non costituiscono un vero e proprio percorso terapeutico per la cura dell’acne, ma rappresentano sono solo un palliativo temporaneo e veloce utilizzato dalle persone per “nascondere” l’acne piuttosto che curarla. Nella speranza di aver risposto a tutte le Sue domande, Le invio i miei più cordiali saluti.

 

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Gentile dott. Del Sorbo, sono una ragazza della provincia di Salerno ma mi trovo all’estero per studio. E' da circa un mese che ho sempre il labbro superiore ruvido, con la lingua sento dei puntini e guardando da vicino si riescono a vedere alcuni puntini bianchi. Non ho dato peso alla cosa fino a quando non mi è capitato che mangiando del formaggio, il labbro superiore ha iniziato a bruciarmi e i puntini sono diventati come due placchette bianche, un po' dure e in rilievo. Ho messo dell'acqua fredda e il bruciore mi è passato nel giro di una mezz'ora. Lo stesso episodio, ma di minore intensità, mi è capitato di nuovo qualche giorno fa, questa volta non era associabile a cibi o agenti particolari. Allora sono stata da una dermatologa qui all’estero, le ho spiegato la cosa - come potevo - e lei senza nemmeno guardarmi mi ha prescritto una pomata a base di cortisone (ADVANTAN Fettsalbe). Sono un po' preoccupata perché ho letto in internet diverse cose sulle infiammazioni delle labbra. Mi piacerebbe sentire un Suo parere, dato che ho illustrato la situazione molto meglio a Lei che alla dermatologa straniera. Quest'ultima ha detto che si tratta di una reazione allergica, ma non mi spiego a cosa potrei essere allergica, dato che ho appositamente mangiato di nuovo il formaggio per vedere la reazione, ma la seconda volta non è successo niente! La ringrazio tantissimo, spero che mi risponderà! Cordiali saluti.

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Salve, ho appena letto la Sua mail. Dalla Sua descrizione sembra abbastanza probabile che si possa trattare dei cosiddetti Grani di Fordyce (Fordyce’s Spots). Si tratterebbe di comunissime ghiandole sebacee presenti in tutti noi ed in tutte le mucose, non solo alle labbra. Esse sono normalmente poco visibili, ma a causa di una banale infiammazione (es: l’episodio allergico che mi ha riferito) possono diventare ipertrofiche e quindi visibili. Si presentano clinicamente come dei piccoli puntini bianchi o giallastri ed in genere non occorre alcun trattamento. L’advantan emulsione da Lei applicato è utile solo nella fase dell’infiammazione che ne ha aumentata la visibilità. Consulti il Suo dermatologo appena è in Italia per avere una diagnosi di certezza, basata su una scrupolosa visita specialistica piuttosto che su una descrizione telematica, sebbene molto accurata. Con uno strumento chiamato Dermatoscopio, il collega potrà identificare il cosiddetto “pattern a ghirlanda vascolare”, caratteristico di queste formazioni fisiologiche, tanto comuni. Cordiali saluti.

 

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Salve mi chiamo Valentina e ho 23 anni. Innanzitutto grazie anticipatamente per la cordialità e la vostra disponibilità nel rispondere alle domande di tante persone! Vorrei avere qualche informazione in più circa l'effetto sui capelli (in particolare sula caduta) che può produrre l'assunzione orale di progestinici! Vi faccio questa domanda perchè purtroppo l'anno scorso sono dovuta ricorrere alla pillola del giorno dopo ben due volte a distanza di pochi mesi (giugno e settembre)... e da gennaio ho notato un'aumentata caduta di capelli che ad oggi non sembra diminuire! Dato che sono a conoscenza che determinati ormoni, quali il progestinico contenuto nella pillola del giorno dopo, possono provocare la perdita dei capelli, vorrei sapere se questi effetti sono transitori (e se si dopo quanto tempo retrocedono) oppure irreversibili! Grazie... aspetto una risposta!

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Le alterazioni ormonali nella donna possono essere talora alla base di un diradamento dei capelli più o meno importante. Questa affermazione è vera se parliamo però di alterazioni ormonali persistenti nel tempo. Nel caso della "pillola del giorno dopo", parliamo invece di uno "shock" endocrino temporaneo, sebbene molto importante. Con questo Le vorrei far capire che davanti ad un problema di caduta di capelli è molto più importante poter individuare (o anche solamente escludere) la presenza di eventuali squilibri ormonali "cronici" piuttosto che attribuire la colpa unicamente all'assunzione isolata di progestinici. Il Dermatologo della Sua zona, in base ad una visita accurata e alla richiesta di eventuali altri esami (es: ecografia pelvica, prolattina, FSH, LH, ferritina, sideremia, testosterone libero, SHBG, tricogramma, etc) potrà giungere ad una diagnosi precisa (es: alopecia androgenetica femminile, defluvium da stress, etc) e di conseguenza potrà programmare con Lei una terapia mirata al Suo problema. Quindi, spenga il PC e si rechi serenamente dal Suo dermatologo di fiducia per una visita accurata ed una risposta concreta a tutti i Suoi dubbi. Cordiali saluti.

 

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Egr. Dott. Del Sorbo, mi è comparsa una macchia gialla tonda grossa come 10 centesimi sul petto, senza prurito o particolari sensazioni. Io sono portatore sano di epatite B. La ringrazio per la risposta.  

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Una macchia gialla sul petto è una descrizione purtroppo molto generica per poter formulare un sospetto diagnostico attendibile. Potrebbe corrispondere ad una banale dermatite seborroica così come ad una pitiriasi versicolor (il cosiddetto fungo di mare). Consulti il Suo dermatologo di zona per una diagnosi di certezza ed eventuale terapia. Essere portatore sano di epatite B non dovrebbe essere in relazione con il quadro da Lei descritto. Cordiali saluti.

 

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Egr. Dr. Antonio Del Sorbo, sono un ragazzo di 37 anni e ho un problema al pene. Sono in Indonesia per lavoro e ho cominciato ad avere fuoriuscita di liquido dal pene ma di un colore giallastro (sperma?) e ho dolori nel canale interno dello stesso, inoltre ho verificato che le cisti inguinali nella parte sinistra si sono ingrossate. Non noto dolori forti ma bruciore interno e alla sommità del glande si è formata una piccola pallina interna. Io sto assumendo della nimesulide perchè non sono riuscito a trovare l'augmentin come antibiotico. Che antibiotico posso usare sempre tenendo  presente che mi trovo sull'isola di Java per lavoro e che rientrerò tra 3 settimane circa. La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità spero di ricevere presto una risposta. Colgo l'occasione per porgerle i mie più cordiali saluti.

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Dalla Sua descrizione sembra abbastanza probabile la possibilità di aver contratto una patologia infettiva (es: gonorrea, etc). Il cosiddetto “scolo” da Lei riferito, si presenta molto spesso in seguito ad un’uretrite di origine infettiva, mentre la linfoadenopatia inguinale (quelle che Lei chiama cisti) ne è invece una conseguenza. Prima ancora di pensare all’antibiotico “fai da te” è importante contattare un Dermatologo o comunque un Medico lì in Indonesia, per poter confermare o eventualmente escludere l’ipotesi infettiva. Infatti il collega in base al quadro clinico Le prescriverà tutti gli esami da praticare per giungere ad una diagnosi rapida (es: VDRL, TPHA, VES, Esame delle urine con antibiogramma, etc). Il farmaco che attualmente sta utilizzando è un semplice antinfiammatorio e non ha azione sulla presenza di eventuali infezioni in corso. Mi rendo conto del fatto che adesso è lontano da casa, ma si rechi dal medico quanto prima, anche perché prendere “farmaci fai da te” non solo è pericoloso, ma spesso è inutile. Anzi una terapia “fai da te” spesso confonde il quadro clinico al medico ed altera gli esami. Nel caso il collega che la visiterà dovesse confermare la presenza di un’eventuale uretrite infettiva (es: Gonorrea, Clamidia, etc), con la terapia adeguata risolverà il problema nel giro di qualche settimana. Quindi il messaggio che Le vorrei offrire adesso non è quello di prendere “farmaci alla cieca”, basati magari su una semplice descrizione telefonica o telematica, bensì quello di fare una semplice ma accurata visita medica lì dove è adesso. Quella della visita medica sembra apparentemente essere la strada più lunga, invece Le posso assicurare che una terapia adeguata, efficace e sicura, la potrà ricevere solo con la visita medica.

 

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Gentile Dott, Le spiego piú chiaramente possibile quello che mi e´ successo. La scorsa estate e per i mesi successivi ho usato il detergente della Palmolive di colore blu. I primi mesi non ho riscontrato nessun effetto sulla pelle. Poi un giorno mi sono svegliata e avevo tutta la maglietta del pigiama bianca che era diventata blu e lavandomi ancora ho lasciato dell’ altro blu su un´altra maglia pulita. In questo caso io e mia madre abbiamo creduto che non mi fossi risciacquata bene. E´ successo un´altra volta e ho smesso di usare il detergente. Ora sono in Germania da sola per lavoro e lo scorso weekend mi è successo di nuovo. Il problema e´che sono due mesi che non uso più il prodotto della Palmolive. Prima di andare a dormire mi sono sciacquata sotto le ascelle e il giorno dopo ho trovato una chiazza blu sull´asciugamano e di nuovo tutta la maglietta bianca era diventata blu sotto le ascelle. Sono molto preoccupata poiché penso che nel corpo umano non sia presente alcuna sostanza blu . Non sento ne´ dolore ne´ bruciore alla pelle. Spero Lei possa aiutarmi. La ringrazio in anticipo! S.P.

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Egr. Sig.na S.P, la Sua descrizione mi fa pensare ad una patologia delle ghiandole sudoripare apocrine nota a noi dermatologi con il nome di “Cromidrosi”. Essa consiste nell’emissione di un sudore contenente sostanze pigmentate che gli conferiscono una colorazione bluastra o addirittura violacea. Tra le possibili cause vi possono essere la presenza di un essudato ematico nelle ghiandole sudoripare, l'ingestione di particolari sostanze, l'assunzione di alcuni farmaci e l'esposizione professionale a rame, ossido ferroso o catecolo. Bisogna anche poter escludere alcuni disturbi del metabolismo. Le consiglio pertanto di rivolgersi al Suo dermatologo di zona (nel Suo caso in Germania) per poter confermare o escludere tale sospetto diagnostico e poterne meglio precisare le cause prima ancora di pensare alla terapia. Cordiali saluti.

 

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Gentilissimo Dottore, Le espongo un problema che riguarda il mio ragazzo. Dopo un rapporto sessuale abbiamo cominciato ad avvertire una sensazione di prurito. Il giorno seguente mi sono resa conto di avere la candida per cui, contattato il mio ginecologo, ha prescritto ad entrambi una compressa di diflucan (questo è il primo episodio di candida dall'anno scorso, ma ho avuto delle recidive frequenti che hanno riguardato solo me), per me degli ovuli e per il mio ragazzo del gyno-canesten da applicare 3 volte al di x 4 giorni. Dopo le prime applicazioni di questa crema, il mio ragazzo ha cominciato ad avvertire una sensazione di secchezza della pelle del pene, sulla parte esterna la pelle ha cominciato a screpolarsi e si sono formate delle microlesioni. Abbiamo sospeso subito la cura, dietro consiglio del mio ginecologo, il quale sostiene che abbiamo esagerato con l'applicazione. Abbiamo poi idratato la parte con dell'olio idratante comune, ma senza alcun miglioramento. Siamo stati ieri dalla guardia medica che gli ha prescritto del gentalyn crema. Vorrei sapere...è la strada giusta? Pensa che queste microlesioni si risanino? Come mai si è verificato questo episodio?

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Egr. Sig.na, se il collega ginecologo ha ritenuto opportuno al momento della visita prescrivere il Diflucan, vuol dire che il sospetto di un’infezione da Candida era abbastanza fondato. Le manifestazioni cliniche del Suo compagno (screpolatura e secchezza della mucosa genitale) in accordo con il collega, sono dovute probabilmente all’irritazione delle mucose per un uso eccessivo della crema. In questi casi l’applicazione di un comune olio idratante non sempre riesce a contrastare un’infiammazione importante. Il Gentalyn crema contiene un antibiotico chiamato gentamicina, utile solo in caso di sospetta infezione batterica. Il Gentalyn beta crema, contiene invece oltre all’antibiotico anche del cortisone, utile nei casi in cui vi è anche una componente infiammatoria. Il mio consiglio in questi casi è quello di rivolgervi entrambi al collega Dermatologo della vostra zona, senza aver applicato “creme” per circa una settimana. Il collega specialista che vi visiterà, potrà giungere ad una diagnosi di certezza, ricorrendo solo se lo ritiene opportuno ad un tampone. Solo dopo una diagnosi certa, si può procedere ad un percorso terapeutico mirato per la coppia. Cambiare continuamente creme e olii senza avere prima una diagnosi specialistica precisa può allungare i tempi di guarigione. Comunque se effettivamente si dovesse trattare di un’infezione da Candida, il vostro dermatologo vi indicherà la strada più corretta da percorrere per risolvere un problema così frequente, risolvibile… ma talora noioso da debellare.  Cordiali saluti.

 

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Gentili dottori, circa un anno fa in seguito (2 mesi circa) ad un rapporto orale non protetto ho notato un arrossamento del glande e della zona sottostante nonché un lieve arrossamento della cute nella parte destra dello scroto. Sei mesi dopo quel rapporto ho fatto il test per la ricerca degli anticorpi all'HIV nonché i markers per l'epatite, tutti negativi. Attualmente l'infiammazione del glande è scomparsa ma è rimasta una forma di più rosacea della cute dello scroto nella parte destra che ha un aspetto più liscio. Devo precisare che nel frattempo ho avuto una artrosinovite al ginocchio sinistro, l'esame batteriologico è risultato negativo, aspetto l'esito dell'esame citologico (subirò a breve una artroscopia). Vorrei sapere cosa ne pensate e se devo fare altri esami. Spero di non essere stato troppo confuso, grazie se vorrete rispondermi.

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Egr. Sig. A, il quadro clinico da Lei descritto potrebbe non essere in relazione all’episodio riferito, ma in ogni caso e soprattutto quando si ha un rapporto occasionale con un  partner appena conosciuto, bisogna eseguire tutti i test per le malattie sessualmente trasmesse (HIV, VDRL, TPHA, VES, Immunocomplessi circolanti, etc) sotto la guida del Suo medico e magari dello Specialista Dermatologo a Lei più vicino. E’ importante infatti comprendere che tra le malattie veneree, non esiste solo l’AIDS, ma bisogna poter escludere anche tutta una serie di altre patologie “sessuali” tuttaltro che rare, come le infezioni da Clamidia, la Gonorrea, la vaginosi batterica, la Sifilide, le infezioni da Candida, Gardnerella, l’ulcera molle, il linfogranuloma venereo, etc. Se non si ricorre ad una visita medica ma si esegue solo un test antivirale “fai da te” si resterà sempre con il dubbio se ci può essere stata o meno una correlazione con l’episodio in questione. Il problema infiammatorio al ginocchio sinistro, non dovrebbe essere in correlazione a patologie veneree. Consulti con serenità il Suo Dermatologo di zona per poter effettuare tutte le ricerche necessarie ed escludere una volta per tutte un eventuale contagio. Cordiali saluti.

 

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Egr. Dottore, Le scrivo per cercare di risolvere un problema legato all'esposizione ai raggi solari. Vorrei precisare che per esposizione non intendo sdraiarsi al sole, ma fare per esempio, banalmente una passeggiata in campagna. Il problema che mi si presenta è quello della comparsa di alcuni puntini rossi sul viso ogni volta che mi espongo al sole che non vanno più via e che si accentuano con l'arrivo dell'estate. I dermatologi a cui mi sono rivolto mi hanno detto che si tratta di angiomi e che posso prevenirli mediante l'uso di creme protettive e che mi hanno eliminato mediante sedute laser. Purtroppo nonostante queste misure il problema mi si ripresenta puntualmente ogni anno. Cosa posso fare per non finire ogni anno a fare il laser? Vi ringrazio per la cortese attenzione e in attesa di un Vs riscontro Vi saluto cordialmente.

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La comparsa di angiomi rubini ed angiomi stellari in seguito all' esposizione al sole è una caratteristica delle persone che presentano una certa tendenza alla cosiddetta couperose o rosacea. Questo fenomeno è tipico delle persone con carnagione chiara. Quando invece tale fenomeno lo riscontriamo in una persona più bruna, significa che il soggetto in questione ha ereditato probabilmente dalla famiglia di un genitore il colore della pelle (in questo caso bruno) e dalla famiglia dell'altro genitore la tendenza a manifestare capillari superficiali nella zona alta delle guance, a cui fa seguito naturalmente la maggiore predisposizione da Lei descritta. Al momento della visita specialistica il Dermatologo, una volta escluse alcune rare situazioni associate talora ad un'aumentata presenza di tali inestetismi (ad esempio in corso di epatopatie, malattia di Rendu Osler, etc), spiega al paziente che potrà, se vuole, rimuovere tali "angiomìni" con la laserterapia (es: laser vascolare al Neodimio YAG 1064 nm). Per quanto riguarda invece la tendenza a formare altri angiomi nel tempo, si raccomanda una fotoprotezione tutto l'anno, estate e inverno. Nelle donne ad esempio consigliamo di utilizzare le moderne protezioni solari al posto della normale base per il trucco. Ci sono oggi in commercio delle protezioni molto alte, sotto forma di gel trasparenti, che sono molto ben accette dagli uomini... mentre nella donna si integrano benissimo con il normale make-up. Il Suo Dermatologo di zona, Le suggerirà quale prodotto per uso topico si addice di più alla Sua situazione, abbinandovi eventualmente un fotoprotettore per via orale (capsule o bustine a base di beta-carotene, antiossidanti e vasoprotettori. Per le situazioni come quelle da Lei descritta, il sole "peggiore" è proprio quello preso inconsapevolmente passeggiando per strada o standosene nel traffico della città in una normale giornata invernale. Passare continuamente dal caldo della casa o dell'ambiente di lavoro, al freddo e al vento improvviso dell'ambiente esterno provoca una vasodilatazione / vasocostrizione perpetua con conseguente microtrauma dei capillari di superficie. Ed ecco che persino quel timido sole pallido che prendiamo involontariamente (visto che il viso è sempre esposto) provoca di volta in volta la fuoriuscita di nuovi capillari e angiomi. Inoltre è proprio nei mesi freddi che cala la nostra attenzione nei confronti del sole. L'unica terapia efficace resta quindi la prevenzione... cioè un piccolo cambiamento nelle Sue normali abitudini di tutti i giorni, un pò come accade ad esempio quando vogliamo programmare una dieta dimagrante. Il collega Dermatologo della Sua zona, Le spiegherà attraverso la visita specialistica, l'importanza dell'uso di un fotoprotettore (in gel o in crema) tutte le mattine... persino quando piove, quando fa freddo o se resta in casa tutta la giornata. Sintetizzo il messaggio di questa mia breve risposta con lo slogan tanto amato dai miei amici e colleghi odontoiatri: prevenire è meglio che curare!

 

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Gentile Dottore, desidero curare la patologia alle unghie dei piedi, diagnosticata come onicodistrofia e credo anche onicomicosi; da alcuni anni quasi tutte le mie unghie dei piedi si sono rigate verticalmente e un paio di esse sono pressoché inesistenti e brutte davvero. in dermatologia mi hanno consigliato di utilizzare Locetar smalto, ma non ho sufficiente pazienza a curare in questo modo le unghie, a volte mi dimentico e a volte non mi prendo il tempo necessario a svolgere il tipo di cura. Esiste una via farmacologica da utilizzare? La ringrazio E.P.

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Egr. Sig. E.P. se i colleghi dermatologi che L’hanno visitata hanno consigliato l’applicazione di Locetar smalto 5% (Amorolfina) vuol dire che è stata fatta diagnosi di onicomicosi, in quanto il suddetto prodotto risulta essere uno dei più moderni, sicuri ed efficaci rimedi antimicotici per uso locale. Essendo un prodotto per uso topico, è necessaria una costanza “certosina” nell’applicazione. Esistono tuttavia anche terapie per via orale (es: itraconazolo, difluconazolo, etc) la cui prescrizione va fatta obbligatoriamente attraverso una visita dermatologica presso il collega della Sua zona e non attraverso una semplice seppure accurata descrizione per via telematica. Il presente servizio di dermatologia online, può essere utile talora nell’orientare il paziente, ma non può e non deve sostituire la visita medica tradizionale. Consulti il Suo dermatologo di zona e riceverà tutti i consigli relativi alla possibilità di una eventuale terapia per via sistemica (via orale). Si tratta di farmaci sicuri ed efficaci se prescritti dallo specialista, inutili o addirittura dannosi se utilizzati con sistemi “fai da te”. Le onicomicosi guariscono sempre, ma richiedono molto tempo, tenacia e pazienza. Cordiali saluti.

 

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Gentile Dottore, gradirei sapere quali test è possibile effettuare per diagnosticare un'intolleranza ai materiali dentari. Ho sentito parlare del TEST DI BIORISONANZA; lei che ne pensa? Confido nella sua cortese risposta.

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Egr. utente, i materiali utilizzati nella moderna odontoiatria sono molteplici e sempre più sicuri. Tuttavia in molti soggetti, alcuni di questi elementi possono risultare incompatibili. Quelli più frequentemente in causa sono i metalli (es: nichel). Gli altri materiali odontoiatrici che possono avere un’azione nociva sull’organismo sono: alcune leghe metalliche, il cemento, le resine, gli adesivi, i solventi, gli antisettici ed i materiali per ortodonzia - endodonzia. Ne parli con il Suo odontoiatra sulla possibilità di eseguire dei test allergometrici. Intanto può dosare con un semplice prelievo la quantità di IgE totali (PRIST), dopo averne parlato con il Suo medico curante. Test più specifici possono essere invece i patch test (dermatologia) ed i test di biorisonanza (odontoiatria, allergologia). I sintomi più frequentemente provocati dal materiale odontoiatrico incompatibile riguardano le ulcere del cavo orale, la xerostomia (bocca secca), le stomatiti, gli eczemi (bocca urente), il bruciore linguale, le parestesie (alterata sensibilità) e le alterazioni del sapore (gusto). I “PATCH TEST” o test epicutanei, sono praticati da qualsiasi dermatologo e prevedono l’applicazione di speciali cerotti contenenti il materiale odontoiatrico. Essi vengono applicati sul dorso per circa 48-72 ore ed oggi esistono delle serie di apteri specifici per la cosiddetta serie “odontoiatrica”. Il test è indolore e innocuo, il risultato del test si ha dopo qualche giorno. Chieda al Suo dermatologo. Esistono anche dei Test Di Biorisonanza che permettono di poter testare la tolleranza dei materiali odontoiatrici prima di applicarli al soggetto. In questo modo si eviterà che il paziente “porti dentro di sé” un materiale che potrebbe divenire la causa di varie patologie. La metodica consiste nel monitorare la risposta di un determinato organo ad uno stimolo fisiologico applicato in punti particolari del corpo, detti “gate” o finestre. Il test è indolore e innocuo, il risultato del test è immediato. Ne parli con il Suo odontoiatra.

 

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Salve, ho 33 anni, da circa 2 anni sui mignoli di entrambi i piedi sono presenti striature nerastre che crescono assieme all'unghia, non ho avuto traumi, non provo dolore, assenti gonfiori o arrossamenti circostanti, di cosa si può trattare? Grazie anticipatamente.

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Le striature nerastre dell’unghia del mignolo possono essere indice di una banale onicodistrofia così come di patologie un po’ più impegnative (es: onicomicosi, malattia di Darier, psoriasi, cure a base di amiodarone, etc). Attraverso un’accurata visita dermatologica sarà possibile giungere prima ad una diagnosi di certezza e soltanto dopo ad una terapia mirata al Suo problema. Sarà il dermatologo al momento della visita a spiegarLe in base alla situazione clinica (es: l’invasione laterale dell’unghia è spesso indice di infezione da Candida albicans) il trattamento più utile al Suo caso. E’ importante tuttavia, la settimana prima della visita specialistica, sospendere eventuali terapie antimicotiche sia locali che per via orale, in modo da non alterare il quadro clinico.

 

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Egr. Dottore, avrei bisogno di un nome di una crema idratante che un dermatologo tanti anni fa mi aveva dato ma di cui non ricordo il nome, purtroppo. Vi posso solo dire che era in tubetto ed il nome era accompagnato da un numero che andava da 1 a 20 mi sembra a seconda del grado di secchezza della pelle. Grazie (M.)

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Cara Sig.ra M., i numeri riportati sull’etichetta delle moderne creme dermatologiche si riferiscono in genere al fattore di protezione solare e non solo al grado di idratazione. Oggi esistono in commercio (nelle migliori farmacie) degli ottimi idratanti che contengono all’interno anche una protezione solare, visto che il sole, anche quello preso involontariamente passeggiando per strada, è responsabile nel tempo della comparsa di rughe (photoaging), capillari (rosacea o couperose) e delle fastidiose macchie brune del viso (discromie). Può chiedere al Suo dermatologo di fiducia qual è il prodotto più adatto al Suo tipo di pelle. Un buon idratante che si adatta molto bene ai diversi tipi di pelle è HYDRAPHASE XL CREMA, prodotto dall’azienda francese La Roche Posay, ma ce ne sono tanti altri ugualmente buoni. Tali prodotti (dotati di una spiccata azione idratante), possono essere utilizzati tranquillamente ogni mattina anche come base per il “trucco”. La protezione solare presente al loro interno, consente di filtrare solo gli effetti dannosi del sole (responsabili di rughe, capillari e macchie brune), rendendo comunque possibile una discreta abbronzatura (effetto dorato). L’elevato potere idratante rende la pelle più morbida al tatto.

 

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Buon pomeriggio, questo è il mio problema: a giugno dell'anno scorso sono caduta dalla moto e ho riportato delle ferite da ustione al polpaccio al gomito e ai piedi. Stupidamente, siccome era estate, invece di andare subito da un dermatologo sono andata al mare e ho utilizzato delle protezioni comuni, sicché quando in ottobre mi sono decisa a farmi visitare, la dottoressa mi ha spiegato i miei errori e mi ha prescritto delle creme che sto ancora utilizzando: in particolare: OLIO OSMIN, OSMIN CREMA e DERMATIX GEL. Ora sul  gomito la ferita è quasi invisibile, mentre sul polpaccio e sui piedi non sono scomparse del tutto, sicché la dermatologa mi ha consigliato di fare dei trattamenti con il laser. Ma qui a Campobasso non c'è nessuno che può aiutarmi e la dottoressa ha detto che devo andare a Roma. Io mi sono informata, ma sembra che questi trattamenti siano molto costosi e raramente mutuabili. Cosa ne pensate? Ma se ne andrebbero davvero per bene le macchie con il laser? Grazie per la Vs. attenzione! (B.).

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Egr. Sig.na B., per poterLe dare una risposta concreta bisognerebbe poter valutare da vicino (attraverso un’accurata visita dermatologica) l’entità degli esiti cicatriziali da Lei descritti. Gli esiti “ipercromici” (macchie piane, ma più brune della pelle circostante) in genere regrediscono spontaneamente o con l’aiuto di creme cosiddette schiarenti. Gli esiti “ipocromici” (macchie piane, ma più chiare della pelle circostante) regrediscono in genere alla prima esposizione al sole e con l’aiuto di creme che “stimolano” la produzione della melanina. I più difficili da trattare sono purtroppo gli esiti ipertrofici (es: cicatrici ipertrofiche, cheloidi, etc), cioè quelli rilevati rispetto al piano cutaneo circostante. In alcuni casi, l’uso di prodotti per uso topico (es: il dermatix gel da Lei utilizzato) potrebbero offrire un valido aiuto. L’utilità o meno del laser è invece variabile da caso a caso. Trattandosi di un problema di tipo estetico, quasi sicuramente non sarà mutuabile. Il dermatologo che la visiterà a Campobasso, Le potrà spiegare, in base alla Sua situazione clinica, se realmente vale la pena programmare un trattamento laser o magari valutare la possibilità di praticare trattamenti meno invasivi e perché no, meno costosi. Un eventuale diagnosi di cheloide (predisposizione a cicatrizzare in maniera abbondante) da parte del Suo dermatologo di zona, potrebbe però escludere l’ipotesi di un eventuale trattamento laser. Intanto il Dermatix rappresenta un buon sistema di prevenzione temporaneo in attesa della prossima visita dal collega.

 

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Salve. Innanzitutto  chiedo scusa per gli errori di ortografia ma sono Straniera. Ho una bimba di 3 anni a cui il dermatologo ha diagnosticato un’onicodistrofia delle dita dei piedi. Uno ha un colore giallo bruno (prima unghia) e sembra crescere molto lentamente, mentre l’altro dito,  pur crescendo normalmente, presenta delle righe orizzontali in rilievo. Il dermatologo ha detto che con la crescita migliorerà , e vero? Non posso fare nulla per non averle più cosi ? Grazie.

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Egr. Sig.ra, le onicodistrofie sono un problema molto comune tra i bambini piccoli e la maggior parte di esse fortunatamente regrediscono con l’età. Esistono in commercio molti prodotti per uso locale (es: Biomineral unghie emulsione topica, etc) in grado di poter contrastare in minima parte tale problema. E’ importante però che la piccola abbia un’alimentazione completa, per non dover ricorrere poi ai soliti integratori per favorire una crescita ottimale delle unghie. Nei bambini molto piccoli, un’unghia distrofica è in qualche modo più vulnerabile (debole) rispetto ad un’unghia sana e la probabilità di infezione (es: onicomicosi) può essere un po’ più elevata rispetto ad un’unghia ben curata, soprattutto nei mesi estivi. Analogamente alle infezioni, le onicodistrofie non vanno perciò sottovalutate. Se non trascurate, con il tempo il problema risolverà senza particolari difficoltà. Mi raccomando pertanto il controllo ambulatoriale periodico presso il Suo dermatologo di zona.

 

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Salve, sono M.C. dalla Provincia di Potenza. Ho 24 anni e da circa 1 mese ho notato un ingiallimento della lamina ungueale degli alluci. La mia estetista mi ha consigliato di parlarne con il dermatologo. Di cosa si potrebbe trattare? Potrebbe trattarsi del cosiddetto fungo?

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Sig.na M.C, ho appena letto la Sua mail. In accordo con la Sua estetista Le consiglio di consultare il Suo dermatologo di zona per una visita specialistica. Il quadro da Lei descritto fa infatti pensare ad un onicomicosi (detta comunemente anche “fungo”) e la visita specialistica è importante per poter confermare o eventualmente escludere tale diagnosi. In base alla Sua situazione clinica, il collega deciderà al momento se partire subito con una terapia appropriata o se nel dubbio fare prima un esame microscopico. Proprio per questo motivo sarebbe utile evitare di applicare o assumere farmaci antimicotici la settimana che precede la visita. In base all’esito della visita, il collega Le spiegherà le possibili cause del Suo problema (non necessariamente di natura infettiva) e programmerà una terapia mirata. In genere le patologie ungueali sia di natura infettiva (onicomicosi da lieviti, dermatofiti, muffe, etc) che non infettiva (psoriasi, lichen, onicodistrofia, etc) tendono a migliorare con la terapia, anche se possono trascorrere alcuni mesi. In bocca al lupo e a presto.


breve curriculum del Dr. Del Sorbo

dr. Antonio Del SorboIl Dott. Antonio Del Sorbo è medico chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia e Dottore di Ricerca in Dermatologia Sperimentale. E’ stato autore di una collana di 8 Atlanti di Dermatologia Clinica (Dermo Edizioni) e di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali. Nel 2003 è stato Presidente della sede partenopea dell’ADI Associazione Dottori di Ricerca Italiani. E’ consulente dermatologo del portale di Medicitalia il servizio di Medicina Online con oltre 10000 visite giornaliere. Ha ricevuto premi per la Ricerca Scientifica (1° Premio assegnato al Miglior Lavoro Scientifico: “La Dermatologia Genitale al femminile”. Atti della Riunione SIDEV inter-regionale del Centro-Sud ed Isole, Bari 28-30 Novembre 2002. - 2° Premio Zaic assegnato al Miglior Lavoro Scientifico: “Tecniche di bioingegneria cutanea per la valutazione di efficacia e tollerabilità di una maschera gel a base di acido azelaico”. Atti del Congresso: XII Congresso Nazionale AIDA, Chia Laguna 20-24 Maggio 2003).

PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE

(1) G. Riccio, E. Masturzo, A. Del Sorbo, AM. Riccardo, M. Piccirillo, G. Monfrecola. Dermatite polimorfa solare: prevenzione mediante filtri UV e diidrossiacetone. Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia, 1998 – 133: 1-4.

(2) G. Monfrecola, E. Masturzo, AM. Riccardo; A. Del Sorbo. Cetirizine for solar urticaria in the visible spectrum. Dermatology, 2000 – 200: 334-335.

(3) G. Fabbrocini; A. Del Sorbo; G. Monfrecola. What do young people think about dangers of sunbathing, skin cancer and sunbeds? A questionnaire survey among Italians. Atti del Congresso: International Conference of Euroskin, Hamburg (Germany) 2-5 May 2000.

(4) A. Del Sorbo; G. Fabbrocini; R. Galli; G. Monfrecola. Solar Ultraviolet B Radiation. Daily and Monthly changes dosimetry in a South Italy town. Atti del Congresso Photobiologie 2000, Aix les Bains, Savoie (France) 26-27 May 2000.

(5) A. Del Sorbo, G. Fabbrocini, R. Galli, I. Russo, G. Monfrecola. Variazioni giornaliere e mensili della quantità di UVB solare sulla città di Napoli. Come interpetrare l’indice UV. Atti del 1° Congresso Nazionale SIDAPA, Perugia 26-27 Ottobre 2000.

(6) F. Suppa, A. Del Sorbo, N. Balato, F. Ayala. Sensibilizzazione da contatto da colliri. 3 casi. Atti del 1° Congresso Nazionale SIDAPA, Perugia 26-27 Ottobre 2000. (7) F. Suppa, A. Del Sorbo, G. Lembo, N. Balato. Sensibilizzazione da contatto su cheloide. Caso clinico. Atti del 1° Congresso Nazionale SIDAPA, Perugia 26-27 Ottobre 2000.

(8) P. Donofrio, MT. La Forza, A. Del Sorbo. Atlante di Dermatologia Genitale Maschile. Edizioni Dermo® Napoli – 2001.

(9) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco. Verruche genitali: il vero problema le recidive. Imm Resp Modif 2001, 2:19.

(10) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, MT. La Forza. Atlante di Patologia cutaneo mucosa da HPV. Edizioni Dermo® Napoli – 2001.

(11) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco. La microscopia di superficie nelle infezioni genitali. Atti del 1° Congresso Nazionale Unificato di Dermatologia e Venereologia ADOI-SIDEV, Roma 11-15 Giugno 2001.

(12) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco. Verruche genitali. Il vero problema: le recidive. Atti del 1° Congresso Nazionale Unificato di Dermatologia e Venereologia ADOI-SIDEV, Roma 11-15 Giugno 2001.

(13) P. Donofrio, Pa. Donofrio, N. Russo, E. Sammarco, A. Del Sorbo. La pelle in bianco e nero. Atti del Congresso-Riunione SIDEV inter-regionale del Centro-Sud ed Isole, Montesilvano (PE) 27-29 Settembre 2001.

(14) M. Nino, Pa. Donofrio, A. Del Sorbo, P. Donofrio. L'approccio al pz. con ulcera genitale. Atti del Congresso-Riunione SIDEV inter-regionale del Centro-Sud ed Isole, Montesilvano (PE) 27-29 Settembre 2001.

(15) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco. Verruche genitali. Il vero problema: le recidive. Atti del Congresso-Riunione SIDEV inter-regionale del Centro-Sud ed Isole, Montesilvano (PE) 27-29 Settembre 2001.

(16) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco. La microscopia di superficie nelle infezioni genitali. Atti del Congresso-Riunione SIDEV inter-regionale del Centro-Sud ed Isole, Montesilvano (PE) 27-29 Settembre 2001.

(17) A. Del Sorbo, AM. Riccardo, E. Prizio, R. Galli, G. Monfrecola. Measurements of solar ultraviolet B radiation reaching ground on the south of Italy. Atti del Congresso: Second International Conference of Euroskin, Orvieto 1-5 October 2001.

(18) P. Donofrio, A Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco. Genital warts: real problem are relapses. Atti del 10th Congress EADV, European Academy of Dermatology & Venereology, Munich (Germany), 10-14 October 2001.

(19) A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco, P. Donofrio. Carcinomi basocellulari superficiali multifocali trattati con imiquimod crema al 5%. Atti del Congresso: Giornate di Terapia in Dermovenereologia – X Riunione, Catania, 27–28 Ottobre 2001.

(20) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, MT. La Forza. Atlante di Patologia cutaneomucosa da Virus. Edizioni Dermo® Napoli – 2002.

(21) P. Donofrio, L. Boccia, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, MT. La Forza. Atlante di Dermatologia della Vulva e del Pene. Edizioni Dermo® Napoli – 2002.

(22) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco, MT. La Forza. Anogenital warts: a new topical treatment. Journal of the European Acad of Dermatol and Venereol, 2002 – 16 (1): 319.

(23) A. Del Sorbo, EM. Procaccini, E. Prizio, AM. Riccardo, I. Russo, G. Monfrecola. Monitoraggio della quantità di ultravioletto B solare sull’Italia meridionale. Annali Italiani di Dermatologia e Venereologia 2002 – 56: 105-121.

(24) A. Del Sorbo, EM. Procaccini, E. Prizio, AM. Riccardo, I. Russo, G. Monfrecola. Monitoraggio della quantità di ultravioletto B solare sull’Italia meridionale. Atti del LXXVII Congresso Nazionale SIDEV, Palermo 15 Maggio 2002.

(25) E. Prizio, A. Del Sorbo, AM. Riccardo, I. Russo, G. Monfrecola. Effetto dell'UVA sul rilascio di istamina da basofili umani: studio in vitro. Atti del LXXVII Congresso Nazionale SIDEV, Palermo 15 Maggio 2002.

(26) AM. Riccardo, EM. Procaccini, A. Del Sorbo, E. Prizio, I. Russo, S. Staibano, G. Roberti, G. Monfrecola. Melanogenesi indotta da acido 5 aminolevulinico topico e luce visibile. Atti del LXXVII Congresso Nazionale SIDEV, Palermo 15 Maggio 2002.

(27) I. Russo, A. Del Sorbo, E. Prizio, AM. Riccardo, G. Monfrecola. Effetti dell’8-MOP più UVA sul rilascio di IL-4 e IL-13 dai basofili umani: studio in vitro. Atti del LXXVII Congresso Nazionale SIDEV, Palermo 15 Maggio 2002.

(28) P. Donofrio – A. Del Sorbo – Pa. Donofrio – MT. La Forza. Condilomi difficili. Atti del LXXVII Congresso Nazionale SIDEV, Palermo 15 Maggio 2002.

(29) P. Donofrio – A. Del Sorbo – Pa. Donofrio – MT. La Forza. Utilizzazione di imiquimod nel mollusco contagioso. Atti del LXXVII Congresso Nazionale SIDEV, Palermo 15 Maggio 2002.

(30) P. Donofrio – A. Del Sorbo – Pa. Donofrio – MT. La Forza. Dermatologia Genitale in bianco e nero. Atti del LXXVII Congresso Nazionale SIDEV, Palermo 15 Maggio 2002.

(31) P. Donofrio – A. Del Sorbo – Pa. Donofrio – MT. La Forza. Verruche genitali: imiquimod e terapie tradizionali. Atti del LXXVII Congresso Nazionale SIDEV, Palermo 15 Maggio 2002.

(32) A. Del Sorbo, EM. Procaccini, E. Prizio, AM. Riccardo, I. Russo, G. Monfrecola. Monitoraggio della quantità di ultravioletto B solare in Italia meridionale. Atti del III Convegno Italiano di Fotobiologia e Fotochimica, Padova 6-8 giugno 2002.

(33) E. Prizio, A. Del Sorbo, AM. Riccardo, I. Russo, G. Monfrecola. Effetto dell'UVA sul rilascio di istamina da basofili umani: studio in vitro. Atti del III Convegno Italiano di Fotobiologia e Fotochimica, Padova 6-8 giugno 2002.

(34) AM. Riccardo, EM. Procaccini, A. Del Sorbo, E. Prizio, I. Russo, S. Staibano, G. Roberti, G. Monfrecola. Melanogenesi indotta da acido 5 aminolevulinico topico e luce visibile. Atti del III Convegno Italiano di Fotobiologia e Fotochimica, Padova 6-8 giugno 2002.

(35) I. Russo, A. Del Sorbo, E. Prizio, AM. Riccardo, G. Monfrecola. Effetti dell’8-MOP più UVA sul rilascio di IL-4 e IL-13 dai basofili umani: studio in vitro. Atti del III Convegno Italiano di Fotobiologia e Fotochimica, Padova 6-8 giugno 2002.

(36) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco, MT. La Forza. Verruche anogenitali: un nuovo approccio terapeutico. Atti dell’ XI Congresso Europeo EADV, (Comunicazione presentata nella sessione Italian Dermatology), Praga 2-6 Ottobre 2002.

(37) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco, MT. La Forza. Anogenital warts: a new topical treatment. Atti dell’ XI Congresso Europeo EADV, Praga 2-6 Ottobre 2002.

(38) A. Del Sorbo – L. Boccia – V. Dente – MT. La Forza – P. Donofrio. La microscopia di superficie nella patologia genitale. Atti del Congresso: VIII Biennale Internazionale del Mare, Napoli 18-27 Ottobre 2002.

(39) L. Boccia – A. Del Sorbo – V. Dente – MT. La Forza – P. Donofrio. Un caso: quattro diagnosi. Atti del Congresso: VIII Biennale Internazionale del Mare, Napoli 18-27 Ottobre 2002.

(40) V. Dente – L. Boccia – A. Del Sorbo – MT. La Forza – P. Donofrio. Sifilide oggi. Atti del Congresso: VIII Biennale Internazionale del Mare, Napoli 18-27 Ottobre 2002.

(41) MT. La Forza – L. Boccia – A. Del Sorbo – V. Dente – P. Donofrio. I giovani e la patologia genitale. Atti del Congresso: VIII Biennale Internazionale del Mare, Napoli 18-27 Ottobre 2002.

(42) P. Donofrio – L. Boccia – A. Del Sorbo – V. Dente – MT. La Forza. Patologia vulvare nel III millennio. Atti del Congresso: VIII Biennale Internazionale del Mare, Napoli 18-27 Ottobre 2002.

(43) A. Del Sorbo – L. Boccia – Pa. Donofrio – AM. Riccardo – P. Donofrio. La microscopia di superficie nella patologia genitale. Atti del Congresso: Riunione SIDEV inter-regionale del Centro-Sud ed Isole, Bari 28-30 Novembre 2002.

(44) L. Boccia – A. Del Sorbo – Pa. Donofrio – P. Donofrio. Poster Quiz. Atti del Congresso: Riunione SIDEV inter-regionale del Centro-Sud ed Isole, Bari 28-30 Novembre 2002.

(45) P. Donofrio – L. Boccia – A. Del Sorbo – Pa. Donofrio. Patologia genitale nel III millennio. Atti del Congresso: Riunione SIDEV inter-regionale del Centro-Sud ed Isole, Bari 28-30 Novembre 2002.

(46) P. Donofrio – A. Del Sorbo – Pa. Donofrio – L. Boccia – MT. La Forza. La Dermatologia Genitale “al femminile” nel III millennio. Atti del Congresso: XV Giornate di Dermatologia Clinica, Roma 23-25 Gennaio 2003.

(47) A. Del Sorbo – M. Scalvenzi – AM. Riccardo – P. Donofrio. La microscopia di superficie nella Dermatologia Genitale. Atti del Congresso: XV Giornate di Dermatologia Clinica, Roma 23-25 Gennaio 2003.

(48) P. Donofrio – A. Del Sorbo. AIDS pediatrica: il Dermatologo. Atti del 1° Congresso Nazionale SIDerP, Roma 4-6 Aprile 2003.

(49) A. Del Sorbo – M. Scalvenzi – AM. Riccardo – P. Donofrio. La microscopia di superficie nella Dermatologia Genitale. Atti del Congresso: XII Congresso Nazionale AIDA,Chia Laguna 20-24 Maggio 2003.

(50) A. Del Sorbo – AM. Riccardo. Tecniche di bioingegneria cutanea per la valutazione di efficacia e tollerabilità di una maschera gel a base di acido azelaico. Atti del Congresso: XII Congresso Nazionale AIDA, Chia Laguna 20-24 Maggio 2003.

(51) AM. Riccardo – A. Del Sorbo – EM. Procaccini – A. Balato – M. Scalvenzi – G. Monfrecola. PDT in Dermatologia: recenti acquisizioni. Atti del Congresso: Giornate Scientifiche del Polo delle Scienze e delle Tecnologie per la vita, Napoli 5-6 Giugno 2003.

(52) P. Donofrio – L. Boccia – Pa. Donofrio – A. Del Sorbo – M. Scalvenzi. Sifilide: ricordo o realtà. Atti del LXXVIII Congresso Nazionale SIDEV, Roma 25-28 Giugno 2003.

(53) P. Donofrio – A. Del Sorbo – L. Boccia – MT. La Forza. Nella vita bisogna guardare sempre avanti… a volte anche dietro. Atti del LXXVIII Congresso Nazionale SIDEV, Roma 25-28 Giugno 2003.

(54) A. Del Sorbo – P. Donofrio. Basaliomi, Cheratosi attiniche, M. di Bowen: imiquimod. Atti del LXXVIII Congresso Nazionale SIDEV, Roma 25-28 Giugno 2003.

(55) A. Del Sorbo – P. Donofrio. Atlante di Dermatologia Pediatrica. Edizioni Dermo® Napoli – 2003.

(56) P. Donofrio, A. Del Sorbo, Pa. Donofrio, E. Sammarco, MT. La Forza. Verruche anogenitali: un recente approccio terapeutico. Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2003 – 138: 1-5.

(57) A. Del Sorbo. Microscopia di superficie per una diagnosi sempre più puntuale. Imm Resp Modif 2003, 6:2.

(58) AM. Riccardo – EM. Procaccini – M. Scalvenzi – A. Del Sorbo – V. Battimiello – G. Monfrecola. Terapia fotodinamica in Dermatologia: la nostra esperienza. Atti del XLI Congresso Nazionale A.D.O.I. Capri 1-4 Ottobre 2003.

(59) P. Donofrio, A. Del Sorbo. Atlante di Dermatologia Proctologica. Edizioni Dermo® Napoli – 2004.

(60) G. Monfrecola, G. Fabbrocini, A. Del Sorbo, E. Simeone. Prevenzione del danno solare mediante dosimetria ultravioletta personalizzata: una nuova metodica con l’uso ti telefoni cellulari. Annali Italiani di Dermatologia e Venereologia 2004 – 58: 96-103.

(61) AM. Riccardo – A. Del Sorbo – EM. Procaccini – M. Scalvenzi – V. Battimiello – G. Monfrecola. Terapia fotodinamica in dermatologia: la nostra esperienza. Atti della XI Riunione delle Giornate di Terapia in Dermovenereologia. Catania 17-18 Gennaio 2004.

(62) EM. Procaccini – A. Del Sorbo – AM. Riccardo. Nuove molecole antinfiammatorie non steroidee. Atti del 2° Corso teorico-pratico di dermatologia genitale e malattie veneree. Salerno 2 Aprile 2004.

(63) AM. Riccardo – G. Fabbrocini – EM. Procaccini – M. Scalvenzi – A. Del Sorbo – G. Monfrecola. Terapia fotodinamica in Dermatologia: la nostra esperienza. Atti della IX Biennale del Mare. Napoli 28-30 Aprile 2004.

(64) A. Del Sorbo – R. Di Trolio – M. Bevilacqua. Evidence Based Dermatology: vero e falso nella dermatologia per immagini. Atti della IX Biennale del Mare. Napoli 28-30 Aprile 2004.

(65) A. Del Sorbo – AM. Riccardo – G. Fabbrocini – G. Monfrecola. Monitoraggio della quantità di ultravioletto B solare sull’Italia meridionale nell’estate più calda del secolo. Atti della IX Biennale del Mare. Napoli 28-30 Aprile 2004.

(66) P. Donofrio – I. Russo – A. Del Sorbo. Cheratosi attiniche e imiquimod. Atti del LXXIX Congresso Nazionale SIDeMaST. Bari 26-29 Maggio 2004.

(67) M. Lo Presti – A. Del Sorbo – P. Donofrio. Dermatologia genitale su pelle scura. Atti del LXXIX Congresso Nazionale SIDeMaST. Bari 26-29 Maggio 2004.

(68) P. Donofrio – L. Auricchio – Pa. Donofrio – A. Del Sorbo – L. Boccia. Mollusco contagioso e verruche in età pediatrica: terapie tradizionali e imiquimod. Atti del Congresso Il bambino e l’ambiente. Napoli 8-9 Aprile 2005.

(69) P. Donofrio – G. De Marco – M. Muselli – A. Del Sorbo – L. Boccia. AIDS pediatrica: il dermatologo. Atti del Congresso Il bambino e l’ambiente. Napoli 8-9 Aprile 2005.

(70) A. Del Sorbo – P. Donofrio. Atlante di Dermatologia in Bianco e Nero. Edizioni Dermo® Napoli – 2005.

(71) A. Del Sorbo – P. Donofrio. Atlante di Dermatologia del cavo orale. Edizioni Dermo® Napoli – 2005.

(72) Pa. Donofrio – A. Del Sorbo – L. Boccia - P. Donofrio. Verruche anogenitali in età pediatrica: terapie tradizionali e imiquimod. Atti del 2° Congresso Nazionale Unificato di Dermatologia e Venereologia – SIDeMaST. Genova 8-11 Giugno 2005.

(73) R. Platano – L. Boccia – R. Caputi – A. Del Sorbo – P. Donofrio. Sindrome lipodistrofica in corso di HAART. Atti del 2° Congresso Nazionale Unificato di Dermatologia e Venereologia – SIDeMaST. Genova 8-11 Giugno 2005.

(74) A. Del Sorbo – A. Papa – L. Boccia – P. Donofrio. AIDS e Dermatologia Genitale in Bianco e Nero. Atti del 2° Congresso Nazionale Unificato di Dermatologia e Venereologia

– SIDeMaST. Genova 8-11 Giugno 2005.

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